venerdì 28 maggio 2021

errori e orrori non-francescani

[aggiornamento 28 maggio 2021]

E' triste, ma su internet e sui social troviamo spessissimo aforismi e citazioni errate o aneddoti fantasiosi riferiti a varie personalità e personaggi del passato o del presente (ad esempio papa Francesco). Il problema è molto serio, nonostante c'è chi si sforzi di segnalare gli errori.

Come è da immaginarsi nei siti o nei social si propagano "viralmente" anche frasi attribuite a san Francesco d'Assisi, ma che non risultano assolutamente né tra i suoi scritti né tra i detti che troviamo nelle sue biografie.

C'è da dire che ci sono volute decine e decine di anni di studio di molti studiosi - religiosi e laici - per studiare il vastissimo materiale della tradizione francescana e quello relativo agli scritti attribuibili a Francesco d'Assisi: tutto è confluito in testi ormai di riferimento, come l'edizione critica dei suoi scritti e il materiale molto vasto contenuto nelle Fonti Francescane. Ignorare il loro lavoro è semplicemente ignoranza. Di sicuro sarà possibile che in futuro si scoprano testi inediti (è avvenuto anche relativamente recentemente con il testo di Francesco "Audite poverelle" scoperto nel 1977): nel frattempo fidiamoci di quanto fino ad oggi è stato riconosciuto valido e non fidiamoci troppo del "web".

Ciò che duole è la difficoltà nel correggere gli errori pubblicati: quando segnalati, spesso la risposta è seccata, perché "la frase è bella!...". Oppure c'è chi evoca i "complotti" della Chiesa che fa sparire i documenti (qui un esempio!)...

Un confratello, saggiamente, per sdrammatizzare dice: "spiritualità francescana da Baci Perugina"...

Proviamo qui a raccoglierle per portare un po' di ordine e verità...:
  • Dove possibile rimandiamo ad approfondimenti on-line.
  • In genere la sentenza "non è di San Francesco d'Assisi" significa che la citazione come riportata e divulgata non è presente nella documentazione attuale di Fonti Francescane (ultima edizione) oppure delle edizioni critiche degli Scritti di San Francesco d'Assisi.

venerdì 1 gennaio 2021

sguardi altrove


«Alzo gli occhi verso i monti: 
da dove mi verrà l'aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore: 
egli ha fatto cielo e terra».
Salmo 121
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Sguardi webcam altrove...
dove probabilmente vorrei essere ora:
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venerdì 31 luglio 2020

luogo deserto ma abitato da Dio, un po’ come talvolta i nostri cuori - post per bibbiafrancescana

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini. (Mt 14,13-21)

XVIII Domenica del Tempo Ordinario – anno A – La scena è comune ai quattro evangelisti (Matteo però, come Marco, riporta una seconda moltiplicazione dei pani: cf. Mt 15,32-39). Il racconto si formò certamente in una comunità di origine ebraica. Presenta infatti parecchi ricordi dell’Antico Testamento, come l’allusione alla manna (nel ricordo che «tutti mangiarono e furono saziati»: v. 20a; cf. Es 16,8.12) e a un miracolo di Eliseo (cf.2Re 4,42-44). In questo contesto le «dodici ceste» (v. 20b) richiamano il numero delle tribù di Israele.