In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì».
Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». (Mt 13,44-52)
Domenica XVII del Tempo Ordinario – anno A – Nelle tre parabole narrate nel vangelo di oggi il regno di Dio è successivamente paragonato a un «tesoro» trovato in un campo (v. 44), alla persona che lo scopre (il «mercante»: v. 45), alla «rete piena di pesci» (v. 47). Il mistero del regno è infatti multiforme e complesso da descrivere. Le parabole del tesoro nel campo e del mercante di perle sono costruite con lo stesso schema e non sono seguite da alcuna spiegazione. All’inizio c’è la scoperta di un oggetto di valore, un «tesoro» o una «perla preziosa» (vv. 44a.46); lo scopritore si comporta poi nello stesso modo: decide di rinunciare a tutto pur di entrare in possesso del tesoro che ha trovato.


