Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» (Gv 6,41-51).
Domenica XIX del Tempo ordinario – anno B – Prosegue la meditazione giovannea del “discorso sul pane” che ci accompagna da due domeniche. “Io sono il pane della vita” (6,35): Gesù in questo modo afferma che egli è il vero pane del cielo per la vita del mondo. La folla recrimina: “Non è forse il figlio di Giuseppe?… Come può dire: sono disceso dal cielo?” (6,42). Ma Gesù – sempre sviluppando la stessa affermazione, ripete con forza: “Io sono il pane della vita” (6,48).
Io sono. Gesù compie una svolta decisiva nel suo discorso. Non si tratta di poter ottenere da lui dei benefici materiali. E’ solo la sua persona che conta, che bisogna conoscere e accogliere.



