domenica 12 agosto 2018

mormorazioni di ogni tempo e di ogni esodo - post per #bibbiafrancescana

In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».
Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» (Gv 6,41-51).

Domenica XIX del Tempo ordinario – anno B – Prosegue la meditazione giovannea del “discorso sul pane” che ci accompagna da due domeniche. “Io sono il pane della vita” (6,35): Gesù in questo modo afferma che egli è il vero pane del cielo per la vita del mondo. La folla recrimina: “Non è forse il figlio di Giuseppe?… Come può dire: sono disceso dal cielo?” (6,42). Ma Gesù – sempre sviluppando la stessa affermazione, ripete con forza: “Io sono il pane della vita” (6,48).

Io sono. Gesù compie una svolta decisiva nel suo discorso. Non si tratta di poter ottenere da lui dei benefici materiali. E’ solo la sua persona che conta, che bisogna conoscere e accogliere.

domenica 5 agosto 2018

pane e acqua - post per #bibbiafrancescana

In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».
Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».
Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!». (Gv 6,24-35)

Domenica XVIII del Tempo ordinario – anno B – Prosegue il racconto giovanneo degli eventi legati alla moltiplicazione/divisione del pane e dei pesci (vv. 6,1-15) offertoci dalla liturgia domenica scorsa (omettendo però l’episodio di Gesù che cammina sulle acque).

Dal segno del miracolo, Gesù tenta di accompagnare le folle alla comprensione del “vero segno”, ossia la sua presenza, la presenza del Messia atteso, la presenza di Dio tra loro. Non si tratta solo di offrire il pane che sostiene la vita umana, ma persino di offrire la vera vita che Dio desidera donare. Le folle si fissano ovviamente sul pane che hanno mangiato senza fatica e senza spesa: continuano a tendere la mano per questo, ma non hanno compreso che quel pane è segno di altro: Gesù stesso!

giovedì 2 agosto 2018

sulle tracce di Tonino Bello

Fav ha partecipato a questa bella iniziativa di Pax Christi Italia e Fraternità di Romena in luglio 2018.

E' stata l'occasione desiderata e cercata per poter riascoltare una persona speciale conosciuta anni fa e che tanto ha dato e detto a fav per il suo cammino, anche vocazionale. Ascolto dei suoi testi nei luoghi nei quali vennero scritti o ispirati; ascoltare tanti testimoni che hanno potuto vivere e condividere tratti di strada ed esperienza con don Tonino.

Foto del viaggio QUI.

Per l'occasione fav ha raccolto i testi dei tre interventi che don Tonino fece ad Assisi in occasione del Convegno "Giovani Verso Assisi 1989": fav era presente, ancora "av" e non "fav". Il tema era l'Eucaristia, uno dei temi più cari a don Tonino.

QUI puoi scaricare il pdf con i testi (sperando che i confratelli di Assisi non se la prendano troppo se ne hanno ancora i diritti editoriali e ringraziandoli per la cura con la quale tanti anni fa raccoglievano gli atti dei Convegni GVA).

Buona lettura...

«...Grazie, Signore, perché questa sera ci fai concludere la giornata qui in questo tempio a ricordare le cose grandi che tu hai fatto, a ripetere qui le prefigurazioni che tu hai dato dell’Eucaristia e ancora una volta hai acceso una luce che indica la direzione verso cui cammina questo sacramento che adesso celebriamo. 
Questa mensa tornerà a profumare di pane, di forno. 
Ragazzi, accoglietelo nella mano e quel gesto sappia di offertorio.
Sia l’Offertorio. «Benedetto sei Tu o Signore, Dio dell’Universo, dalla Tua bontà abbiamo ricevuto queste mani, fa che diventino il prolungamento della tua misericordia che siano capaci di dividere il pane e di unire la gente». E noi diremo «benedetto nei secoli il Signore». È un gesto di Offertorio, fatelo con una grande liberazione. È una donazione che fate ed è anche un gesto di consacrazione. 
Forse ragazzi vi prendo alla sprovvista, forse non avete fatto in tempo a lavarvi le mani, ma c’è un rito, quando arriveremo allo «scambiatevi un gesto di pace», c’è una lavanda vicina, la mano del tuo fratello, le tue mani si purificheranno, si consacreranno e sapranno anche di Comunione...»