sabato 10 febbraio 2018

sostituzioni - post per #bibbiafrancescana

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte. (Mc 1,40-45)

Domenica VI del tempo ordinario, anno B - Curare un lebbroso equivaleva, al tempo di Gesù, a risuscitare un morto. I sacerdoti potevano solo «dichiarare puro» un lebbroso, non «renderlo puro», non erano cioè in grado di curarlo, perché la guarigione della lebbra era riservata a Dio (2Re 5,7). Il racconto del Vangelo di Marco allora si pone davvero come un segno che va oltre la sola guarigione: il lebbroso dead-man-walking torna alla vita sociale reintegrato dopo il lungo isolamento e allontanamento; il lebbroso, ritenuto da tutti maledetto da Dio ora può annunciare quanto Dio ha compiuto per lui attraverso Gesù Cristo.

venerdì 9 febbraio 2018

lectio Arcella - “Come è bello che i fratelli vivano insieme”: Sal 133(132) & Is 25,6ss.

“Come è bello che i fratelli vivano insieme”: Sal 133(132) & Is 25,6ss.

Catechesi di fav per il ciclo di incontri proposti alla Parrocchia dell'Arcella - Padova.

Scheda e audio mp3, clicca QUI...

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domenica 4 febbraio 2018

Tutti ti cercano - post per #bibbiafrancescana

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni. Mc 1,29-39

Domenica V del Tempo Ordinario – anno B – «L’atmosfera “domestica” che domina questo brano, il cui svolgimento è, almeno nella prima parte, all’interno di una casa, quella di Simone, dove Gesù passa la notte insieme ad alcuni dei discepoli, conduce frequentemente ad un’interpretazione quasi “cronachistica” della giornata trascorsa da Gesù. La maggior parte delle letture che di questo brano si danno, enfatizzano poi il rapporto di Gesù con la sofferenza dell’uomo. Si tratta certamente di interpretazioni del tutto lecite, ma il riferimento alquanto generico a malati e indemoniati (“gli portavano tutti i malati e gli indemoniati”), tuttavia, induce ad una lettura in parte differente. Il brano precedente, ad esempio, presenta l’incontro di Gesù con un uomo, così come un incontro diretto e personale è quello con la suocera di Pietro, mentre, a partire dal v. 32, malati ed indemoniati sono soltanto una folla riunita davanti alla porta. Molti di questi vengono guariti, ma non tutti, senza che venga data alcuna motivazione o spiegazione delle ragioni di questa discriminazione. A volere ben guardare, allora, il rapporto tra Gesù e la sofferenza dell’uomo non sembra potere essere davvero considerato il centro del brano, tanto più in considerazione della risposta netta e decisa di Gesù alla sollecitazione dei discepoli, che gli rappresentano che la folla è ancora lì a cercarlo, esattamente come la sera prima. Gesù è molto chiaro: ciò per cui è uscito, la ragione profonda della sua presenza non è certamente quella taumaturgica, ma piuttosto la proclamazione (che per Marco è, anche senza bisogno di ulteriori specificazioni, annuncio del Vangelo, buona notizia di salvezza), destinata ai “villaggi vicini”, ma di fatto a tutta la Galilea» [Comunità Kairos].