lunedì 11 settembre 2017

da Dio-con-noi a Dio-tra-noi - articolo per bibbiafrancescana

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni.
Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà.
Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro». (Mt 18,15-20)

Domenica XXIII del tempo ordinario, anno A – Realismo, ostinazione, urgenza. Tre idee nascoste (tra tante altre, immagino) in queste righe di vangelo.

domenica 3 settembre 2017

questione di posizioni. questione di identità. - articolo per #bibbiafrancescana

In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo:
«Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai».
Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.
Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita?
O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni» (Mt 16,21-28).

Domenica XXII del tempo ordinario – anno A – Questione di posizioni. Questione di identità. Questione di sequela. La narrazione matteana mette bene in risalto il contrasto in pochi versetti: dalla “fede e missione di Pietro” (16,13-20) al primo sconcertante annuncio della morte e risurrezione (vv. 21-28), in chiusa del cap. 16 e a prologo dell’evento della trasfigurazione (17,1-13).

“Dove stare?” Il posto del discepolo è “dietro” il Maestro. Non davanti, non “in disparte”. Eppure Pietro ha buon cuore (e forse anche tanta paura!): «Dio non voglia, Signore: questo non ti accadrà mai!». Pietro cominciò a rimproverare Gesù. Gesù comincia a rivelarsi apertamente, e Pietro a ribellarsi duramente-affettuosamente. Ma «rimproverare» in greco è la stessa parola che indica quanto Gesù fa con i demoni. È quanto Pietro fa con Gesù. Chi evita questo scontro, non capirà mai il pensiero di Dio. Lo scontro può essere evitato in buona o in malafede, per inavvertenza e cecità. Ma prima o poi il proprio “scontro personale” con Dio non verrà meno… Pietro prende Gesù in disparte per rimproverarlo: gli vuole bene, e non vuole umiliarlo davanti agli altri! Si sente comunque in dovere, per il suo affetto, di riprenderlo. Certe cose non si dicono neanche per scherzo! Che ne è del Cristo e del Dio vivente se è un perdente! È bestemmiare contro (ciò che Pietro pensa essere) la Gloria.

domenica 20 agosto 2017

due in uscita - articolo per #bibbiafrancescana

In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne.
Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare:
«Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio».
Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono:
«Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!».
Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!».
Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».
«È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri».
E da quell’istante sua figlia fu guarita.

Domenica XX del tempo ordinario, anno A – Secondo la narrazione di Matteo, Gesù esce dal luogo dove i farisei e gli scribi onorano il Signore con le labbra, ma con il cuore lontano da lui (Gerusalemme). Si ritira allora in zona pagana, verso Tiro e Sidone. E’ un’allusione al passaggio della salvezza ai pagani (At 13,46ss).

La mancanza di fede in molti israeliti fa uscire Gesù dalle “sue” regioni per condurlo tra i pagani (Tiro e Sidone); la fede a sua volta fa uscire anche la pagana dal suo paese, per incontrarlo. Due moti dell’anima diventano due movimenti nello spazio. Chi si allontana da dove avrebbe dovuto esserci fede, chi nasconde una fede imprevista: i due si incontrano nella terra improbabile. Zone inquiete, lo dimostra il moto dell’animo dei discepoli…