sabato 11 aprile 2015

Passaggi - articolo per "Lungo la strada"

  
“Pasqua” è parola ebraica (Pesah) e significa letteralmente “passaggio”. Si fa riferimento alla forte esperienza di fede che il popolo di Israele fece in occasione della liberazione dalla schiavitù dell’Egitto: fu il passaggio dell’angelo del Signore ad oltrepassare le case degli ebrei nella notte…; fu il miracoloso passaggio del Mar Rosso che portò il popolo lontano dagli egizi e lo mise nel cammino – lungo cammino, quarant’anni! – verso la terra promessa. È dunque evidente l’accento dato all’iniziativa di Dio, il liberatore, che agisce dando compimento all’alleanza antica.

Nella vicenda di Gesù di Nazareth – alcuni secoli dopo gli eventi evocati poco fa – torna la centralità della Pasqua in quanto si ripete e amplifica il senso del “passaggio”: Dio agisce nel Figlio unigenito, passando tra l’umanità e addirittura passando veramente attraverso l’esperienza della morte corporale… ma ritrovando pure la vita nella resurrezione, e promettendo questo per quanti crederanno in Lui.

giovedì 9 aprile 2015

Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!» – Lc 24,36


Il Risorto irrompe nelle ore concitate del “giorno dopo il sabato”. Mentre i discepoli di Emmaus sono ancora intenti a testimoniare agli apostoli – nascosti ed impauriti – la loro esperienza pasquale, ed il fatto che hanno riconosciuto Cristo “nello spezzare del pane”… ecco Gesù che “stette in mezzo a loro”: l’Emmanuele/Dio-con-noi è anche il Risorto/Dio-tra-noi.

Il saluto è inequivocabile: “Pace a voi!”. Sono le prime parole rivolte agli amici ritrovati dopo le drammatiche ore della passione. Dopo i loro tradimenti, dopo i loro abbandoni… non parole di rimprovero o giudizio o condanna, ma : “Pace a voi!”.

mercoledì 8 aprile 2015

«Allora i loro occhi si aprirono e lo riconobbero» – Lc 24,13-35


La liturgia odierna ci fa tornare “sui passi di Emmaus” insieme a Clèopa ed il suo misterioso compagno senza nome (possiamo metterci il nostro di nome: …non siamo forse umanamente tutti noi “compagni” di Clèopa? Nelle nostre delusioni, nelle nostre paure…). La lettura evangelica infatti ripete per i distratti il vangelo della celebrazione vespertina della domenica pasquale…

La bellezza del racconto è sconvolgente per i tanti e tanti temi vitali ed evangelici che si raccolgono in poche righe, in pochi passi…